ANCE Reggio Emilia chiede risorse immediate per il caro materiali e una programmazione stabile degli investimenti pubblici
La prossima Legge di Bilancio rappresenta un passaggio cruciale per il futuro del settore delle costruzioni. Dopo la forte accelerazione sostenuta dal PNRR, le imprese edili si trovano infatti davanti a una nuova fase, nella quale sarà necessario garantire continuità agli investimenti, affrontare il problema del caro materiali e creare condizioni favorevoli per la crescita del comparto.
È su questi temi che si concentra l’attenzione di ANCE Reggio Emilia, in linea con le priorità indicate dal Presidente nazionale ANCE Antonio Ciucci e rilanciate sul territorio dal Presidente Franco Morari.
Caro materiali: servono risorse per le imprese
Tra le questioni più urgenti c’è il riconoscimento delle compensazioni per il caro materiali. Secondo ANCE, tra gli arretrati maturati nel 2024 e nel 2025 e le somme accumulate nel 2026, alle imprese devono essere corrisposti complessivamente 3,8 miliardi di euro.
Si tratta di risorse considerate indispensabili per garantire la sostenibilità economica dei contratti e non trasferire sulle imprese il peso finanziario degli aumenti dei materiali, che continuano a incidere sui costi dei cantieri.
«Sono risorse indispensabili, che non possono più essere rinviate: non si può continuare a chiedere alle aziende di sostenere finanziariamente per anni il peso degli aumenti dei materiali», sottolinea Franco Morari, Presidente di ANCE Reggio Emilia.
Il tema riguarda direttamente la tenuta delle imprese di costruzione, chiamate a operare in un contesto caratterizzato da costi ancora elevati e da una maggiore incertezza nella programmazione degli interventi.
Dopo il PNRR, serve continuità agli investimenti
Il secondo grande tema riguarda il futuro del settore una volta conclusa la fase straordinaria del PNRR.
Il Piano ha rappresentato una spinta significativa per le costruzioni: a luglio risultava ultimato l’80% degli interventi e il PNRR ha rappresentato circa il 30% degli investimenti in opere pubbliche. Per ANCE, però, il risultato raggiunto non deve tradursi in un rallentamento degli investimenti nei prossimi anni.
La sfida sarà quindi passare da una stagione caratterizzata da risorse straordinarie a una programmazione pluriennale stabile, con investimenti certi e continui.
«Ora dobbiamo evitare che alla forte accelerazione degli ultimi anni segua una nuova fase di stagnazione», afferma Morari. Per farlo, ANCE Reggio Emilia indica anche la necessità di valorizzare maggiormente i fondi strutturali e di coesione europei, la cui capacità di spesa viene considerata ancora troppo limitata.
Un tavolo strutturale tra Governo e costruzioni
Per affrontare le criticità del settore non bastano interventi isolati. ANCE chiede quindi l’apertura di un tavolo strutturale tra Governo e settore delle costruzioni, con l’obiettivo di affrontare i problemi che condizionano da anni il comparto e definire una strategia di lungo periodo.
Le costruzioni rappresentano infatti un settore centrale per l’economia italiana: secondo i dati richiamati da ANCE, il comparto vale circa il 12% del Pil nazionale e occupa 1,7 milioni di persone.
Una strategia stabile dovrebbe quindi sostenere non soltanto gli investimenti pubblici, ma anche la competitività delle imprese, la crescita e la capacità del settore di programmare gli interventi nel medio e lungo periodo.
Piano Casa: una nuova opportunità da rendere sostenibile
Tra le priorità indicate da ANCE c’è anche il tema delle politiche per la casa.
Il Piano Casa può rappresentare un’opportunità importante per aumentare l’offerta abitativa e sostenere nuovi interventi, ma secondo ANCE è necessario accompagnarlo con risorse adeguate e condizioni che rendano economicamente sostenibili le operazioni.
Il tema assume particolare rilevanza anche per il territorio reggiano, dove la questione dell’accessibilità alla casa e dell’edilizia residenziale sociale rappresenta una delle sfide per il mercato immobiliare e per le politiche di sviluppo urbano.
Il credito alle costruzioni e la domanda privata
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda l’accesso al credito.
ANCE segnala una forte contrazione dei finanziamenti bancari destinati alle costruzioni. A questo si aggiungono il possibile aumento dei tassi di interesse, la perdita di potere d’acquisto delle famiglie e la persistente pressione dei costi dei materiali.
La combinazione di questi fattori potrebbe frenare nuovamente la domanda privata e rendere più complesso l’avvio di nuovi interventi edilizi.
Per le imprese edili di Reggio Emilia, diventa quindi importante poter contare su condizioni finanziarie e normative che favoriscano gli investimenti e permettano di programmare con maggiore certezza le attività.
Una nuova fase per il settore delle costruzioni
Il passaggio dal PNRR a una nuova fase di programmazione rappresenta quindi una delle principali sfide per il comparto.
Per ANCE Reggio Emilia, sostenere le costruzioni significa garantire alle imprese le risorse necessarie per affrontare il caro materiali, ma anche costruire un quadro di investimenti pubblici stabile e pluriennale, capace di sostenere opere pubbliche, infrastrutture, riqualificazione e sviluppo del territorio.
La prossima legge di bilancio può rappresentare un primo passaggio importante in questa direzione. Ma la prospettiva indicata da ANCE guarda oltre l’emergenza: l’obiettivo è costruire una strategia di lungo periodo che permetta alle imprese di costruzione di investire, crescere e contribuire allo sviluppo economico e territoriale.